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Lotta al bullismo

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Bulli non si nasce,si diventa !!!

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Lotta al Bullismo

La campagna anti-bullismo deve essere forte prestandosi in maniera efficace in particolare nella sfera educativa. Sono diversi infatti gli approcci educativi siano essi scolastici, televisivi e familiari.In Italia il Bullismo sta sempre più diventando coscienza di una sofferenza sociale che deve essere fermata al più presto. È l’arma ideale è sempre l’educazione la quale deve prima di tutto partire dalle famiglie, nucleo primario sia della vittima che del suo persecutore.
Ma la famiglia non può e non deve rimanere da sola nella lotta al bullismo, bensì deve essere accompagnata nel percorso educativo dalla scuola e dai media.

Cosa possono fare i Genitori:
È importante che ascoltiate il ragazzo, sia esso vittima degli atti di Bullismo che colui che perpetua il Bullismo.
Per la vittima è importante capirne gli stati d’animo; è importante farne crescere l’autostima; è importante ascoltarlo, sempre; è importante soprattutto renderlo indipendente.

Cosa deve fare la Scuola :
La scuola deve chiaramente gridare NO AL BULLISMO. La scuola si deve impegnare in prima persona a sconfiggere il bullismo.
La scuola deve riprendere l’autorità investitagli dalla società all’educazione non solo scolastica ma anche caratteriale e sociale del ragazzo che vi partecipa.
La scuola deve poter creare le aspirazioni del ragazzo senza false stanchezze, deve saper educare alla voglia dell’apprendimento.

Cosa devono fare i Media

I ragazzi vivono di miti e simboli, e qui bastano poche importanti parole. Riteniamo che la nostra società e con loro i suoi media sia abbastanza intelligente da capire quali possano essere i miti da proporre ai ragazzi. Inoltre è importante che l’argomento vada trattato, in tutte le trasmissioni televisive, nei giornali.

Cosa facciamo noi :

Nova Aetas lotta tale fenomeno attraverso l'aggregazione giovanile, esaltando il rispetto e l'amore per il prossimo.
Le nostre attività si ispirano alla filologia medievale e rinascimentale, lasciando ai ragazzi, tramite la musica e il teatro, ampi margini di creatività.
Collaboriamo con diverse scuole medie e superiori divulgando i nostri principi.

Il silenzio protegge i bulli bisogna parlarne sempre.


Cos'è il Bullismo

Il bullismo si basa su tre principi:


Intenzionalità
Persistenza nel tempo
Asimmetria nella relazione

Vale a dire un'azione intenzionale eseguita al fine di arrecare danno alla vittima, continuata nei confronti di un particolare compagno, caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l'azione e chi la subisce.
Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto deviante.
Bullismo diretto ed indiretto
Esistono diversi tipi di bullismo, che si dividono principalmente in bullismo diretto e bullismo indiretto.
Il bullismo diretto è caratterizzato da una relazione diretta tra vittima e bullo e a sua volta può
essere catalogato comebullismo fisico:
il bullo colpisce la vittima con colpi, calci, spintoni, sputi o la molesta sessualmente;
bullismo verbale:
il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie;
bullismo psicologico:
il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto;
cyberbullying o bullismo elettronico:
il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio.
Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.

Conseguenze del bullismo

Gli effetti del bullismo possono essere gravi e permanenti.
Il collegamento tra bullismo e violenza ha attirato un'attenzione notevole dopo i fatti di Columbine nel 1999.
Due ragazzi armati di fucili e mitragliatori uccisero 13 studenti e ne ferirono altri 24 per poi suicidarsi.

Un anno dopo un rapporto ufficiale della CIA ha messo in luce ben 37 tentativi pianificati da altrettanti ragazzi in diverse scuole americane, per i quali il bullismo aveva giocato un ruolo chiave in almeno due terzi dei casi.
Si stima che circa il 60-80% del totale del bullismo a scuola, stia evolvendo verso forme inattese in senso stragistico e terroristico.
Molti criminologi, ad es., si sono soffermati sull'incapacità della folla di reagire ad atti di violenza compiuti in pubblico, a causa del declino della sensibilità emotiva che può essere attribuito al bullismo.
Quando, infatti, una persona veste i panni di bullo, assume anche uno status che lo rende meno sensibile al dolore, fino al punto che anche gli attendenti iniziano ad accettare la violenza come un evento socialmente conveniente.
A tal proposito l'Anti-Bullying Centre at Trinity College di Dublino è intenta ad approfondire le conseguenze del bullismo sugli aggressori stessi, sia minorenni che adulti, i quali sono più soggetti a soffrire di una serie di disturbi quali depressione, ansia, deficit di autostima, alcolismo, autolesionismo ed altre dipendenze.

Suicidio

I mass media hanno messo in luce certi casi di suicidio indotto da bullismo omofobico.
Si stima che in Italia circa 55-75 giovani ogni anno tentano il suicidio a causa del bullismo.






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